05/09/2005 Wilderness  
COMUNICATO STAMPA: Aree Wilderness in Friuli di Franco Zunino

Associazione Italiana per la Wilderness (AIW)
Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 - 5 marzo 2005

COMUNICATO STAMPA

AREE WILDERNESS in FRIULI
Designate dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia

IL PIÙ GRANDE SUCCESSO DELL’AIW
NEI SUOI OLTRE 20 ANNI DI ATTIVITÀ!


Il 28 dicembre scorso la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha deliberato la designazione di ben 8 Aree Wilderness regionali per un totale di 3.772,4 ettari, distribuite in cinque diverse località del Friuli, dal Piano del Cansiglio ad ovest fino ai confini con la Slovenia, nel tarvisiano, ad est. Per facilitare questa nuova politica urbanistica, con la stessa Deliberazione la Giunta Regionale friulana ha anche deciso l’inserimento di un “vincolo wilderness” nel Piano Territoriale Regionale.
Con questa deliberazione la Regione Friuli non solo si è posta al primo posto di quelle italiane nel riconoscimento politico della necessità di una preservazione di quello che è definito “Valore Wilderness”, cioè delle zone rimaste selvagge, ma anche di quelle Europee. Difatti, a livello di governi nazionali e regionali, fino ad oggi solamente la Finlandia si è dotata di una legge per la protezione della wilderness.
Le Aree Wilderness furono “inventate” negli U.S.A. nel 1924, quando vide la luce la prima di esse, istituita su proposta del noto ambientalista-cacciatore e forestale, Aldo Leopold. Oggi in quel paese esistono quasi 700 di queste Aree, per oltre 40 milioni di ettari, regolamentate da una storica apposita legge approvata nel 1964 (il Wilderness Act). Diffusesi in altre parti del mondo, esse sono oggi riconosciute anche dalla World Conservation Union - IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), organismo dell’ONU al quale aderisce anche l’Italia, che le ha inserite ai massimi livelli della classificazione mondiale delle aree protette.
Per questa importante decisione a livello di governo regionale, grande soddisfazione ha espresso la The WILD Foundation (Colorado, USA), l’organismo internazionale che guida il movimento per la Wilderness e che ogni quattro anni organizza un Congresso Mondiale sulla Wilderness (il prossimo si terrà in Messico nel 2009).
Le nuove Aree Wilderness friulane (Pian Cansiglio, per 274,7 ettari; Alto Prescudin, di 1.991,3 ettari; Conte Ceconi, di 828,1 ettari; Monte Flagjel, di 226,5 ettari; Monte Sernio, di 439,6 ettari; Fusine – Mangart, di 512,2 ettari) saranno inserite nel “Sistema delle Aree Wilderness Italiane” curato dall’Associazione Italiana per la Wilderness. Con queste ultime Aree il Sistema oggi ne annovera ben 51, per un totale di quasi 33.000 ettari.
Come alcune delle altre, anche le Aree Wilderness friulane godono di una protezione praticamente integrale essendovi proibite ogni utilizzazione forestale e, in quanto bandite demaniali, ogni forma di caccia. Esse si distinguono da quelle di designazione comunale e privata, che in larga parte restano invece aperte all’attività venatoria così come ad ogni altra forma di utilizzo moderato delle risorse naturali rinnovabili, salvo la tassativa e rigida proibizione di realizzarvi ogni forma di opera antropica e/o urbanistica - che è poi lo scopo primario di questa specie di aree protette.
Questo grande successo, che presto sarà diffuso anche a livello mondiale attraverso la WILD Foundation, si deve all’impegno messo dal Servizio Gestione Forestale e
antincendio boschivo della Regione Friuli Venezia Giulia ed in particolare dal suo dirigente, il Dott. Emilio Gottardo, che, dopo aver preso i contatti con l’Associazione Italiana per la Wilderness, ha ritenuto opportuno programmare una rete di Aree Wilderness da designarsi nei 14.000 ettari del demanio regionale. Egli le ha così presentate all’opinione pubblica: «Le aree wilderness individuate sono porzioni di territorio più o meno vasto, prive di infrastrutture e dotate di un sensibile carattere di “selvatichezza”, che verranno lasciate all’evoluzione naturale allo scopo di conservare o di ricostituire zone vergini (foreste vergini secondarie) a beneficio delle generazioni future, preservandole da interferenze antropiche che ne alterino l’equilibrio naturale. Esse sono dotate di particolare valore wilderness espresso da bacini idrografici pressoché chiusi e isolati, dotati di emergenze naturalistiche o da una foresta non utilizzata ormai da molti decenni. La scelta di istituire tali aree spetta esclusivamente al proprietario dei suoli. Si tratta pertanto di un’adesione di carattere volontario che non comporta costi e consente al proprietario di aprirsi all’interesse scientifico per le realtà naturali e forestali in particolare, meglio conservate e verso un turismo di nicchia che privilegia la frequentazione di mete selvagge da godere in quanto tali, proprio per la loro naturalità e bellezza. La Regione Friuli Venezia Giulia, nella sua qualità di proprietaria di compendi silvo-pastorali per circa 14.000 ha, ha inteso accertare il valore wilderness dei beni in suo diretto possesso e, con il supporto dell’Associazione Italiana per la Wilderness, mediante il Servizio gestione forestale e antincendio boschivo della Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna ha individuato le proprietà idonee a divenire aree wilderness.»
Gli sviluppi futuri di questa importante iniziativa saranno volti anche al consolidamento di queste Aree mediante una stretta collaborazione con i Comuni, «nel cui processo decisionale sono già stati coinvolti quelli competenti per territorio, i quali hanno dimostrato un grande interesse per l’iniziativa regionale proponendo anche di aggregare all’iniziativa regionale territori di loro proprietà,» ha dichiarato il Dott. Gottardo. In questo caso da sottoporsi a vincoli di minore severità per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse naturali rinnovabili.
Sempre il Dott. Gottardo ha così illustrato il valore delle Aree Wilderness friulane: «questi compendi contengono tipi forestali e insieme ambientali molto diversi: dalle foreste miste di abete bianco, rosso e faggio, alle pinete rocciose di pino nero e silvestre, alle faggete meso-termofile, ai pascoli prealpini, alle praterie di montagna; con specie rarissime della flora e tutte quelle alpine della fauna, tra le quali anche la Lince ed il Grifone; ma soprattutto contengono paesaggi e forme irripetibili, quantità di ambienti elevatissime; sono inoltre accomunati dalla loro scarsa o nulla penetrabilità con mezzi meccanici, dalla loro “selvatichezza”, dalla loro bellezza. La modalità di gestione prevalente delle aree wilderness appena istituite è la tutela integrale, intesa come rilascio della vegetazione alla libera evoluzione. Sono comunque ammesse la percorrenza a piedi o, lungo le strade forestali, con mezzi sostenibili quali la bicicletta e il cavallo. La caccia è consentita se non impedita da altri divieti, quali quelli sussistenti nelle proprietà regionali.»
Come la scelta fatta negli USA nel 1924 e poi nel 1964, in Europa seguita finora solo dalla Finlandia nel 1991, questa della Regione Friuli Venezia Giulia si presenta come un’altra pietra miliare nella storia del movimento ambientalista mondiale; e già fin da ora avrà un suo posto in un imminente libro che compendierà tutte le leggi finora emanate al mondo per la difesa della wilderness, in corso di edizione a cura della WILD Foundation.

Murialdo, 3 Gennaio 2008

IL SEGRETARIO GENERALE
F.to Franco Zunino



Fonte:
 

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