23/11/2005 Ecologia profonda  
La Deep-Ecology (Ecologia profonda) come sfondo per l'Educazione Ambientale (tesi di laurea - introduzione)

Fonte 1: Cliccare qui
Fonte 2: Filosofia ambientale di P. Pagano

Studente: Mariella Guarraci (tesi di laurea)
Relatore: Dott. Telmo Pievani


Introduzione

Il tema che si intende affrontare nella presente trattazione è quello della Deep-Ecology (Ecologia profonda), vista come possibile sfondo per l’Educazione Ambientale (EA). Ciò che consente questo accostamento è la comune cornice culturale di riferimento. Alla base di entrambe troviamo infatti un’originale visione del mondo e della Natura, una “cultura ambientale” maturata particolarmente negli ultimi trenta anni. In realtà alcuni germi possono esserne rinvenuti in certi aspetti delle culture primitive, nella Bibbia, nelle religioni orientali, nel pensiero rinascimentale e romantico, ma una vera e propria cultura ecologica, in occidente, si delinea solo a partire dalla fine degli anni ’60 con la presa di coscienza planetaria dei pericoli per la sopravvivenza del pianeta, ma soprattutto grazie alle teorie scientifiche che hanno illustrato la complessità del mondo naturale. La biologia ha svelato che la Natura, descritta dagli scienziati del Seicento come una macchina dal funzionamento ordinato e controllabile, è in realtà un organismo autopoietico, costituito da relazioni complesse e attraversato da dinamiche caotiche che, di conseguenza, non è possibile studiare mediante il classico e riduttivo approccio analitico. Queste intuizioni portano alla nascita del paradigma ecologico (sistemico) che, identificando il tutto come qualcosa di diverso dalla semplice somma delle parti, esamina la realtà senza tralasciarne le interconnessioni e gli intrecci con l’ulteriore consapevolezza che il soggetto, con le proprie precomprensioni e ipotesi, inquina sempre il campo che indaga. Poiché il possesso di informazioni non produce una modifica degli atteggiamenti e dei comportamenti, da sola la scienza ecologica non è stata sufficiente per far nascere una nuova cultura e una maggior sensibilità ambientale le quali si possono sviluppare solo grazie all’incontro e al dialogo della scienza con altri campi, come quello pedagogico, quello filosofico e quello politico. Quest’ultimo ha visto la sottoscrizione, da parte di molti Paesi, di importanti documenti con cui si sono impegnati ad attuare politiche orientate alla sostenibilità ma anche a promuovere le attività di Educazione Ambientale.
In ambito etico le scoperte scientifiche hanno avuto importanti ricadute. Di fronte alla nuova immagine della Natura come tutto unificato, dove ogni parte agisce e retroagisce con le altre, ma anche di fronte ai problemi ambientali, all’incertezza delle conoscenze umane e all’imprevedibilità dei fenomeni naturali sono emerse nuove visioni filosofiche distinguibili in due grandi filoni: l’orientamento antropocentrico e l’orientamento biocentrico. Mentre il primo accorda alla Natura un valore strumentale e si preoccupa di salvaguardarla affinché l’umanità possa continuare a trarne beneficio, il secondo ritiene la Natura come un bene dotato di valore intrinseco, da proteggere per ciò che rappresenta di per sé e non in funzione umana. Riconoscendo a ogni essere vivente un
proprio valore ed elevandolo a soggetto di diritti si produce un’estensione dell’etica che arriva ad abbracciare tutte le specie, presenti e future. Nel dibattito che vede scontrarsi queste e altre posizioni, l’approccio biocentrico della Deep-Ecology (Ecologia profonda) apporta la propria radicalità con una nota critica su alcuni aspetti della cultura occidentale di cui propone il superamento, ponendo l’accento sulla facoltà dei soggetti di riscoprirsi parte della Natura e di vivere in modo più ecologico. La valenza pedagogica della Deep-Ecology (Ecologia profonda) è proprio nella sua proposta di ripensare lo stile di vita occidentale e le idee che lo supportano. L’EA si muove infatti sullo stesso terreno, avendo lo scopo di formare, mediante una didattica attiva e interdisciplinare, soggetti dalla mentalità ecologica, critici, sensibili e politicamente attivi che possano costruire coscientemente il senso della propria esistenza senza subordinarsi passivamente alla logica dominante, che è quella del mercato e dello spreco, e che sappiano ideare modi di vivere alternativi fondati su un benessere inteso come qualità di vita. Tenendo nei confronti della scienza e della filosofia un atteggiamento di dialogo e sviluppando ogni dimensione del soggetto (cognitiva, estetica, fisica, morale, sociale, affettiva), L’EA vuole riportare l’uomo moderno a recuperare l’antica saggezza dell’abitare la Terra, a ritrovare un posto in essa dopo esserne evaso nell’illusione di piegarla sempre e comunque a proprio vantaggio. Deep-Ecology (Ecologia profonda) ed EA si incontrano qui, nel desiderio, ma anche nell’urgenza, di un ripensamento dei presupposti ontologici del pensiero occidentale moderno.
Ricordando all’Uomo la sua natura di essere-nel-mondo, seppur con le proprie
specificità, vogliono aiutarlo a comprendersi come parte di una danza cosmica, fatta di
un movimento continuo in cui vi è una tensione costante all’unione con gli altri.



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